Palazzo Comunale
L'edificio sorse come Palazzo Municipale. Non si hanno notizie certe sulla data della sua costruzione,
è tuttavia certo che il palazzo esisteva già nel 1697, data in cui fu incendiato l'archivio comunale ad opera dei Centuripini.
E' probabile che esso sia stato ricostruito dopo il periodo delle grandi epidemie "peste", verificatesi nei primi del 1600,
dopo il passaggio dell'orda barbarica distruttrice dei Lanzichenecchi. Dalla tipologia strutturale si può affermare che il
palazzo avesse, fino alla fine del 1700, una forma diversa da quella attuale ed esattamente di una elle al contrario.
I rivestimenti del prospetto sono della stessa epoca dei principali monumenti regalbutesi databili al 1700 e ai primi del 1800.
Il prospetto originario era in intonaco di malta in calce con sabbia locale senza coloritura. Dopo gli eventi bellici ed
esattamente negli anni '50 fu rifatto con coloritura di tonalità ocra e a quell'epoca fu collocata la lapide bronzea, dono
dei regalbutesi di America, che simboleggiava, erogazione dell'acqua potabile in paese.
L'interno dello stabile è stato
rimodernato intorno al 1930 per volere di un Commissario Prefettizio, il Commendatore Ranalli; infine è stato restaurato alcuni
anni fa. Nell'ingresso del palazzo sono state restaurate le pitture del soffitto e realizzate due nicchie: in una è stato posto
il calco in gesso del busto di G. F. Ingrassia e nell'altra di tale G. F. Alì, spedito erroneamente al Comune dalla Fonderia; subito
dopo l'ingresso è presente un'imponente scalinata, fiancheggiata da due grossi leoni in pietra, che conduce al piano superiore dove
si trovano: la bellissima sala consiliare, decorata con stucchi nel soffitto e specchi alle pareti e le altre stanze adibite ai vari uffici.
